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Visibilità al mistero del Cenacolo di Leonardo

Fig. 1- Leonardo da Vinci, Ultima Cena, Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano -dettaglio apostoli-  © Haltadefinizione Image Bank | Su concessione di Ministero della cultura - Direzione Regionale Musei Lombardia | Riproduzione vietata

E’ Leonardo da Vinci lo sperimentatore senza sosta, che, in costante fermento, testa con instancabile tenacia nuove tecniche. Alla corte degli Sforza, Ludovico il Moro gli commisiona la realizzazione dell’Ultima Cena su di una parete del Refettorio del Convento domenicano di Santa Maria delle Grazie e l'artista non si tira affatto indietro ed esplora nuove strade: dipinge sul muro, ma non a “fresco” bensì con la tecnica a “secco”, impiegando una tempera grassa direttamente sull’intonaco asciutto. Malauguratamente, a causa della singolare tecnica sperimentata poco compatibile con l’umidità dell’ambiente, l’opera versa da secoli in un cattivo stato di conservazione, nonostante il suo ultimo restauro, intrapreso nel 1978, sia stato nella sua complessità il più lungo della storia e, durato fino al 1999, abbia recuperato in parte la sua visibilità.

Visibilità al mistero del Cenacolo di Leonardo

Ripercorrere la Roma Quadrata - Intervista a Piero Meogrossi

Archeomatica: A proposito della memoria del passato della città di Roma, Andrea Mantegna, nella parete dell’Arrivo del cardinale Francesco Gonzaga della Camera degli Sposi nel Palazzo Ducale di Mantova (nell'immagine di apertura - fig. 1), ha dipinto una veduta di Roma, in cui sono sparse intorno ad un unico colle alcune ‘mirabilia’: la Loggia della Basilica di S. Pietro prima dell’abbattimento, il Circo, l’Acquedotto e il Colosso neroniani, il Mausoleo di Onorio, la Piramide di Romolo, le Mura Aureliane, il Tevere al di sotto ed in alto, all’interno delle mura, il Colosseo ed il Colle Capitolino, sullo sfondo di un altro simbolico colle. La data 1465 dell’affresco, che ha una valenza storica e commemorativa, è una pietra miliare dello stato di conoscenza dei monumenti?

Ripercorrere la Roma Quadrata - Intervista a Piero Meogrossi

Haltadefinizione collabora con il FAI

Fig. 1 - Dettaglio, Giovanni Battista Moroni, Ritratto di Giovanni Gerolamo Grumelli (Il cavaliere in rosa), 1560 (Palazzo Moroni, Bergamo © Haltadefinizione Image Bank | Su concessione del FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano)

Nel cuore di Bergamo alta in via Porta Dipinta, sorge il seicentesco Palazzo Moroni, appartenente per secoli alla famiglia Moroni, nel 2019 è stato acquisito dal FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano. Caratterizzato da una ricca collezione d’arte, da ricchi arredi e da un giardino all’italiana con vasta ortaglia, dopo tre anni di intensi lavori di restauro è possibile visitarlo in tutta la sua dovizia. Nell’ambito delle attività di restauro del celebre palazzo bergamasco, Haltadefinizione, tech company specializzata nella digitalizzazione di beni culturali, ha avviato una collaborazione con il FAI ed il progetto è stato avviato con l’acquisizione in gigapixel di una selezione di dipinti di Palazzo Moroni.

 Haltadefinizione collabora con il FAI

Stonex X70GO – SLAM Laser Scanner con funzione statica

X70GO è un dispositivo per la ricostruzione di modelli 3D in tempo reale che integra un modulo di navigazione inerziale, un computer ad alte prestazioni e un sistema di archiviazione. È dotato di una testa rotante a 360° che, combinata con l'algoritmo SLAM, genera nuvole di punti ad alta precisione.

Stonex X70GO – SLAM Laser Scanner con funzione statica

Nuove frontiere per le visite culturali: il metaverso

Il mondo digitale sta vivendo una rivoluzione senza precedenti guidata da tecnologie all'avanguardia che offrono al pubblico esperienze immersive uniche. In particolare, la realtà virtuale è emersa come una potente risorsa, consentendo la creazione del metaverso, un mondo virtuale navigabile che apre nuove frontiere per le aziende e le istituzioni in svariati settori, incluso quello culturale.

Nuove frontiere per le visite culturali: il metaverso

La Maschera del Tempo Fondazione Giorgio Cini

Fig. 1 - Digital print video La Maschera del Tempo, 2022 courtesy Mattia Casalegno Studio.

Le possibilità offerte dai linguaggi digitali, i nuovi software e le applicazioni nei campi del design, del suono e delle immagini rappresentano un’opportunità per innovare profondamente le pratiche culturali e di rilettura del patrimonio culturale. Alla Fondazione Giorgio Cini abbiamo avuto modo di sperimentarlo in più di un’occasione e su più versanti, ne sono un esempio non solo la lunga collaborazione con Factum Art, ma anche l’esperienza digitale che sta accumulando ARCHiVe, diventato una sorta di ottavo Istituto della storica istituzione veneziana.

La Maschera del Tempo Fondazione Giorgio Cini

Rilievo di un lastrico stradale storico a Bolsena

Eseguire lavori di manutenzione in centri storici può presentare diverse sfide e difficoltà, principalmente a causa delle caratteristiche uniche di questi luoghi. Per questo ogni volta che si deve procedere con lavori che possono alterarne l’architettura è necessaria una pianificazione attenta e rispettosa verso la conservazione del patrimonio.

Rilievo di un lastrico stradale storico a Bolsena

Arte Digitale la cultura diventa esperienza phygital

L’arte diventa sempre più digitale per permettere all’utente una vera e propria immersione in un viaggio intenso ed emozionante dove lo spazio fisico si fonde con il digitale. Un modo innovativo di fruire l’arte, adatta a tutti per un’esperienza unica senza barriere tra mondo fisico e digitale. Softec, società attiva nel settore dei servizi di digital innovation con focus sul Phygital Retail, Industry 4.0 e Data Driven Marketing, partecipa ormai da diversi anni attivamente alla diffusione nel panorama digitale italiano di una cultura legata alla UI Design e alla programmazione web oriented, passando dalla UX Design & Strategy alla programmazione ad oggetti con Python.

 Arte Digitale la cultura diventa esperienza phygital

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