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L'impiego delle radiografie nell'ambito archeologico è di grande supporto nella conservazione dei beni culturali e delle opere d'arte. Questa tecnica sempre meno invasiva fornisce dettagli preziosi sulla tecnica d'esecuzione, lo stato di conservazione e i dettagli utili al restauro di manufatti antichi. L’utilizzo della radiografia a supporto delle istituzioni museali risale ai primi anni del Novecento presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Louvre di Parigi e l’Alte Pinakothek di Monaco, precursori nell’utilizzo di questa tecnologia al di fuori del suo campo originario di applicazione. In Italia è, invece, necessario aspettare gli anni ‘30 del Novecento per assistere all’ingresso di questa tecnologia tra le indagini pittoriche.
Una ricerca condotta da Università di Pisa, CNR e INFN e pubblicata in Scientific Reports dimostra che anche gli scribi antichi utilizzavano diversi tipi di griglie per delimitare lo specchio di scrittura. Gli esperimenti di macro-fluorescenza a raggi X a scansione eseguiti su papiri ercolanesi della Biblioteca Nazionale di Napoli dal gruppo del dottor Paolo Romano, dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr (Cnr-Ispc) di Catania, e dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno fornito la prova sperimentale della correttezza di queste informazioni. “Lo sviluppo di strumentazioni e metodi non invasivi per l’analisi in situ sta portando importanti avanzamenti nella diagnostica dei beni culturali, – continua la dottoressa Costanza Miliani, direttrice del Cnr-Ispc – in particolare lo scanner XRF”.
La pubblicazione, frutto della collaborazione di fisici, chimici e papirologi, ha evidenziato per la prima volta la presenza di vari tipi di griglie nei rotoli dell’antichità. Era già noto dagli autori classici che gli scribi antichi utilizzavano a questo scopo un righello e una rondella di piombo, la quale strofinata sulla superficie del papiro lasciava un’esile traccia appena visibile, che serviva a indicare i confini dello specchio di scrittura. Mai finora ne era stata evinta traccia nei numerosissimi papiri a noi pervenuti dall’antichità, al punto che i moderni studiosi si sono arrovellati per decenni sul significato di tali testimonianze. Gli esperimenti di macro-fluorescenza a raggi X a scansione eseguiti su papiri ercolanesi della Biblioteca Nazionale di Napoli dal gruppo del dottor Paolo Romano, dell’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr (Cnr-Ispc) di Catania, e dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno fornito la prova sperimentale della correttezza di queste informazioni. Grazie alla strumentazione portatile sviluppata in Cnr-Ispc con il progetto MUR PON IR SHINE, sono stati rivelati per la prima volta diversi tipi di griglie costituite da linee di piombo disposte in senso ortogonale al fine evidente di delimitare spazi intercolonnari, colonne, intercolunni e singole linee di scrittura.
“Si tratta di una scoperta sensazionale per la papirologia, – afferma il professor Graziano Ranocchia – ora abbiamo conferma di quanto prima potevamo solo immaginare. È inoltre finalmente dimostrato che la sistematica inclinazione delle colonne di scrittura nei rotoli letterari, la cosiddetta Legge di Maas, era un fatto estetico intenzionale degli scribi antichi, e non un segno di mancata accuratezza grafica, come è stato da alcuni ipotizzato”.
“Lo sviluppo di strumentazioni e metodi non invasivi per l’analisi in situ sta portando importanti avanzamenti nella diagnostica dei beni culturali, – continua la dottoressa Costanza Miliani, direttrice del Cnr-Ispc – in particolare lo scanner XRF sviluppato da Ispc-Cnr per la piattaforma di accesso MOLAB dell’infrastruttura di ricerca E-RIHS permette di rivelare informazioni preziose sulla composizione chimica e la distribuzione degli elementi grazie a sensibilità e risoluzione spaziale senza pari, come per le ultra-tracce di piombo residuale delle linee di scrittura dei papiri di Ercolano”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dalla direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, la dottoressa Maria Iannotti, che fin dall’inizio del suo mandato ha fortemente creduto nella necessità di stringere collaborazioni con università ed enti di ricerca per la valorizzazione dell’ingente patrimonio dell’Istituto da lei guidato, il quale comprende, oltre ai papiri, un’importante collezione di manoscritti antichi e incunaboli e, tra gli altri, importanti autografi di Giacomo Leopardi e Benedetto Croce: “Questo è un nuovo inizio per gli studi concernenti le nostre collezioni e un modello di cooperazione istituzionale da estendere ad altri casi dello stesso genere. A mio giudizio, la conservazione e la ricerca devono andare di pari passo e devono comunicare tra di loro a vantaggio sia dell’una che dell’altra”.
Questa collaborazione, che vede la Biblioteca Nazionale di Napoli per la prima volta cobeneficiaria di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, è rafforzata anche dalla recente sottoscrizione di apposite convezioni sia con il Cnr-Ispc, sia con l’Università di Pisa.
“Da quando il Dipartimento da me guidato ha deciso di ospitare il Progetto GreekSchools – conclude la direttrice del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, la professoressa Roberta Ferrari – le occasioni di collaborazione istituzionale e di visibilità pubblica delle nostre attività di ricerca sono notevolmente aumentate, anche con l’attrazione di altri progetti finanziati e il recente importante riconoscimento ministeriale del Dipartimento di Eccellenza 2023-2027, che con il Progetto CECIL si propone come avanguardia nel contrasto all’impoverimento linguistico”.
Fonte: (Comunicato Stampa INFN)
A inizio 2023 è stata selezionata da Fassa Bortolo e Symbola – Fondazione per le qualità italiane per una ricerca che la vede tra le 100 aziende eccellenti in Italia nell'ambito della tecnologia applicata alla cultura.
Negli ultimi anni abbiamo visto come la tecnologia Lidar abbia conquistato sempre più mercato e venga utilizzata in svariate applicazioni. L'affidabilità della cattura, l'accuratezza e la velocità di acquisizione sono fattori che sono stati determinanti nella sua. Inoltre, negli ultimi 10 anni [ref 1], grazie al progresso tecnologico, è stato possibile produrre Scanner Lidar portatili; ciò ha comportato una moderata perdita di precisione, ma ha aumentato la dinamicità e la velocità di acquisizione.
Le audioguide sono strumenti che consentono la riproduzione e l’ascolto di un racconto audio registrato, presentando approfondimenti e informazioni su varie tematiche - associate al luogo che si sta visitando. L’intento cardine dell’audioguida è, nel mondo culturale, quindi quello di trasmettere contenuti di un Museo, di un luogo di culto, di un sito archeologico etc. e rendere la visita di ogni categoria di pubblico non solo interessante, ma coinvolgente, emozionante e colma di approfondimenti.
Il 27 e 28 maggio e il 9, 10 e 11 giugno si terrà per la prima volta a Roma il Festival Treccani della Lingua Italiana, giunto alla sua sesta edizione. Una tappa che segue quella di Lecce dello scorso 5-7 maggio e che anticipa quella conclusiva di Lecco il prossimo 21-24 settembre. Il Festival Treccani, il primo festival nel nostro Paese interamente dedicato alla lingua italiana, è il progetto ideato da Treccani Cultura per presentare i temi più rilevanti della costante ricerca di Treccani sulla lingua italiana, prestando particolare attenzione al valore delle parole come mezzo di espressione e di ragionamento, di condivisione e rispettoso confronto tra le diverse posizioni.
Inaugurata il 15 maggio a Roma la mostra “ARGILETUM: un viaggio dalle stratificazioni del passato al metaverso” è un’esperienza immersiva e sensoriale, che mixa metaverso e realtà storica. Il progetto è organizzato ed ospitato dall’Università di Roma Tre nell’ambito del workshop “PAESAGGIO E STRATIFICAZIONI SPAZIALI NEL WEB 3.0 Arte, architettura e nuove forme di interazione”, e vedrà tra i protagonisti Matteo Mauro, artista siciliano di fama mondiale, tra i più apprezzati nell’ambito della crypto arte.
L’edificio fu detto Villa Olgiati poi Doria (fig.1) dallo storico della città di Roma Mariano Vasi, che nel 1791 ne descrisse gli affreschi nella convinzione che fosse stata la casa di Raffaello: a suo dire, perciò, era stato edificato ancora prima del Sacco di Roma del 1527. Nei secoli fu restaurato e ridimensionato a più riprese e l’intervento più consistente, con ogni probabilità, dovette essere successivo ai moti del 1848 (Lancellotti 1862; Spada 1869). Almeno a considerare da quando, alla fine del Cinquecento, il terreno circostante la Casa era stato acquistato dal Cardinale Scipione Caffarelli Borghese e, a partire dal 1606, era divenuto limitrofo alla nuova Villa da lui fatta costruire a Porta Pinciana, che alla metà del Seicento avrà avuto almeno tre recinti di parco. A quella data, come la stessa Villa Borghese e il Casino detto Giustiniani nel medesimo circuito verso la via Flaminia, dove si estendeva la tenuta Borghese della via Traversa, fu in parte sventrato durante l’assedio dei francesi a Porta Pinciana. L'assenza di rovine nell'area farebbe ritenere che anche questo Casino venisse poi restaurato, al pari della villa grande e di pochi altri edifici gravemente danneggiati nella circostanza, e che lo fosse a sua volta ad opera di Luigi Canina. Non minore rilievo ebbe l'apertura nel Novecento della loggia coperta al secondo piano - al piano inferiore esistente nel 1700 (Domenico Montelatici, 1700) fino al 1848 - documentata dalla fotografia storica. Acquisito dal Regno d'Italia nel 1861, solo nel 1909 il fidecommisso ereditario passò allo Stato italiano, divenendo bene pubblico.
La scoperta di una figura dalle sembianze femminili nella grotta di Battifratta, presso Poggio Nativo in Sabina, è oggetto di uno studio coordinato dal Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza. Una donna, una divinità, una bambola? Chi raffigura la statuina d’argilla rinvenuta negli scavi che la Sapienza sta conducendo dal 2021 in una grotta a Poggio Nativo in Sabina? Questo eccezionale ritrovamento è avvenuto durante l’ultima campagna di scavo. Si tratta di una figurina in argilla risalente a circa 7000 anni fa, cioè ad un periodo, il Neolitico, in cui la penisola era abitata da un primo nucleo di comunità agricole. Oggetti di questo tipo sono molto rari in Italia e pressoché assenti nelle regioni del versante tirrenico.
Gli strumenti topografici svolgono un ruolo cruciale nelle indagini archeologiche e negli scavi. Aiutano gli archeologi a mappare e documentare accuratamente le caratteristiche fisiche dei siti archeologici. Nella vasta gamma dei prodotti Stonex è possibile trovare diversi strumenti adatti ai rilievi in aree a valenza archeologica.
vidaLaser : stazioni totali FOIF serie RTS360 WinCE FOIF serie RTS360 è caratterizzata dal sistema operativo WinCE. Software, quali MicroSurvey FieldGenius oppure Carlson WinCE hanno versioni personalizzate per la serie FOIF RTS360.
E' online Archeomatica 1 - 2023 dal titolo Esperienze Immersive tra Digitale e Virtuale. In questo numero affrontiamo alcuni dei temi più in voga del momento riguarda l'innovazione tecnologica nell'ambito dei Beni Culturali circa "Luoghi della Cultura", Realtà Aumentata, Realtà Virtuale, Metaverso, Blockchain e NFT nonché Arte Digitale. L'auspicio ero quello di raccgoliere contributi che raccontano tecnologie diverse ma che potrebbero integrarsi all'interno di unico ecosistema digitale fatto di connessioni tecnologiche e mondi virtuali. Non solamente inteso come Metaverso o Realtà Virtuale, ma anche come possibile servizio fruibile, immersivo e partecipativo in loco, in situ. Quello che manca oggi è la tecnologia o, meglio, i dispositivi tecnologici che possano essere utilizzati direttamente sul bene culturale come strumento per la dimensione, ludica, educativa e partecipativa, quindi, dei servizi funzionali e attrattivi. Si spera che, questo gap, questa assenza, di integrazione tra tecnologie disponibili e all'avanguardia e servizi offerti al pubblico cittadino possa essere portato anche nei siti archeologici, presso i monumenti, per le strade, insomma e avere magari anche un accento di sostenibilità green. I tempi sono maturi sia dal punto di vista tecnologico che economico.
Si verifica spesso che le attività condotte durante le missioni archeologiche acquistino significato non solo per le loro valenze scientifiche e per l’analisi degli insediamenti storici e delle loro trasformazioni nel paesaggio rurale, ma abbiano anche ricadute sociali e un impatto culturale importante sulle comunità locali. La trasmissione della memoria e i processi di ricostruzione identitaria sono infatti ancora più importanti in regioni spesso instabili dal punto di vista geo-politico.