Archeomatica 1-2019. Un numero che tratta di analisi dei beni culturali mediante immagini, con particolare riferimento all’ambito archeologico.
Archeomatica 1-2019. Un numero che tratta di analisi dei beni culturali mediante immagini, con particolare riferimento all’ambito archeologico.
Il 3 e 4 giugno 2019 l'Aerofototeca Nazionale dell'ICCD-MIBAC, ha partecipato all'EuroSDR workshop di Parigi, GEOPROCESSING AND ARCHIVING OF HISTORICAL AERIAL IMAGES con una relazione dal titolo: ANALOG/DIGITAL IMAGE PROCESSING OF HISTORICAL AERIAL IMAGERY IN THE ITALIAN NATIONAL PHOTOGRAPHIC AERIAL ARCHIVE (AFN-ICCD) a cura di Elizabeth J. Shepherd (ICCD), Fabio Remondino (FBK), Simonetta Ceraudo, Giovanni Salerno.
Le posizioni di migliaia di iscrizioni latine storiche che sono state trovate in tutto ciò che fu un tempo l'impero romano possono essere viste all'EDCS - Map Imperium Romanum. Questa mappa utilizza il database epigrafico Clauss-Slaby per mostrare dove sono state originariamente trovate centinaia di migliaia di iscrizioni in latino. La mappa è una mappa piuttosto accurata dell'estensione dell'impero romano al suo apice intorno al 117 A.D.
Attualmente tutte le fasi di elaborazione fotogrammetrica delle immagini digitali possono essere eseguite interamente in ambiente open source con tutti i vantaggi che questo comporta. Su Archeomatica 1 2019 viene presentato un contributo che vuole fornire un’alternativa all’utilizzo dei più blasonati software fotogrammetrici commerciali, prendendo in esame e mettendo a confronto le differenti modalità di elaborazione fotogrammetrica disponibili a livello open source per ottenere il dato finale, cercando di capire se e come è possibile integrarne le informazioni e quali sono le condizioni ottimali per ottenere il risultato migliore. I software analizzati sono MicMac, OpenMVG, CloudCompare, MeshLab, Qgis2.8 e GrassGIS7.
La tecnica Step Frequency, applicata ai georadar portati in Italia da Codevintec, rileva – contemporaneamente – i primi strati ad altissima precisione e le profondità con ottima risoluzione.
Il CIPA, International Committee of Architectural Photogrammetry, è una organizzazione internazionale non-profit che applica tecnologie per la documentazione e la analisi finalizzata alla conservazione del patrimonio culturale. Il CIPA, co-fondato da ISPRS e ICOMOS nel 1968, organizza ogni anno dispari un simposio internazionale.
Il 6 Maggio a Genova abbiamo presentato ufficialmente LIDAR Italia, nata dalla partnership tra Gter, JP Droni e GreenValleyInternational (GVI), in cui Gter stesso ricopre il ruolo di rivenditore unico per l'Italia degli strumenti SW. E' stata l'occasione importante per vedere all'opera il nuovo LiBackPack DG50, con doppio sensore LIDAR, nelle vie del centro di Genova.
Questo numero di Archeomatica di quest’anno è stato dedicato alla evoluzione di una visione del monitoraggio del patrimonio nata alla fine degli anni ’90 con l’istituzione di un sistema informativo nazionale sullo stato di conservazione del patrimonio. Questo sistema è stato ripreso più volte negli anni per poi essere messo a regime alla fine per uno scopo che probabilmente era l’ultimo a cui si era pensato nel momento della sua formulazione teorica. E' stato infatti reso disponibile per la sua capacità di mettere a disposizione dei notai tutti i vincoli sul patrimonio emessi fino al 2004, e proprio per questo si chiama ancora oggi Vincoli in Rete (vincoliinrete.beniculturali.it) ed è gestito dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del MIBAC.
Creaform, azienda leader nel campo delle soluzioni di misurazione 3D portatili e automatizzate, ha annunciato HandySCAN BLACK, un HandySCAN 3D completamente riprogettato e rifinito.
Oltre al lavoro di digitalizzazione eseguito dallo storico Andrew Tallon esiste un dato acquisito nel tempo dal team della Art Graphique & Patrimoine, un modello 3D della Cattedrale basato su diverse campagne di digitalizzazione realizzate in molti anni di attività della società che opera in Francia nel settore della digitalizzazione del patrimonio.
Le cicatrici del fuoco della Cattedrale di Notre Dame sono ben visibili dallo spazio. Una immagine ripresa il 17 aprile dal satellite WorldView-2 di DigitalGlobe mostra il danno arrecato alla famosa chiesa parigina di 850 anni dall'incendio scoppiato il 15 aprile e imperversato per oltre 12 ore .
Anche i beni culturali sono stati travolti dalla Rivoluzione Digitale di questi anni, che ha cambiato radicalmente il modo di studiare, conservare e promuovere questa importante risorsa del Paese.
Il progetto ADAMO del DTC Lazio ha eseguito con successo la maggior parte delle analisi diagnostiche in situ previsti al Museo del Barocco, sito in Palazzo Chigi ad Ariccia.
Andrew Tallon, esperto dell'architettura gotica, ha iniziato a scansionare la Cattedrale di Notre Dame nel 2001. Sebbene il professor Tallon oggi non sia più con noi, i ricchi dati che ha acquisito hanno assunto un'importanza eccezionale a causa del devastante incendio che ha colpito la Cattedrale. Ma anche i dati acquisiti con prese fotogrammetriche dall'Istituto del Catalogo dei monumenti francesi saranno oggi utilizzabili.