Indubbiamente uno dei campi applicativi più stimolanti per l'utilizzo dei Sistemi Laser Scanner è quello archeologico.
Indubbiamente uno dei campi applicativi più stimolanti per l'utilizzo dei Sistemi Laser Scanner è quello archeologico.
Due studiosi spagnoli hanno sperimentato con risultati molto promettenti la possibilità di poter individuare in modo automatico la dispersione sul terreno di frammenti fittili archeologici, il rinvenimento più comune nelle operazioni di prospezione archeologica intensiva, utilizzando immagini ad alta risoluzione da drone, fotogrammetria e una combinazione di apprendimento automatico (machine learning, branca dell’Intelligenza Artificiale) e analisi geospaziale eseguite nella piattaforma di open cloud computing geospaziale di Google Earth Engine.
Un gruppo di geologi sta sperimentando con successo la tecnologia Internet of things (IoT) per monitorare e garantire la stabilità strutturale delle formazioni rocciose che sovrastano le Tombe dei Faraoni nella Valle dei Re in Egitto.
Un gruppo di studiosi cinesi ha ricostruito utilizzando ArcGIS e un DEM con risoluzione di 90 m il percorso dell'antica strada Tang-Tibet per l'altopiano del Qinghai-Tibet.
L'altopiano del Tibet, ai piedi dell'Himalaya, plateau gigantesco di oltre 2.600.000 km2, panorami grandiosi, il tetto del mondo. Un ambiente naturale estremo, un'altitudine che si impenna dal suo bordo nord-est rapidamente dai 2.000 m sino a guadagnare e superare i 4.000 m (con una altidudine media di 4.400 m).
Coraggiosa l’iniziativa dell’ICR di rilanciare uno studio tecnico sulle policromie e le dorature di arte del Gandhara, una delle espressioni culturali di intenso simbolismo che più abbiano suggestionato la tendenza all’astrazione dei movimenti artistici del Novecento, in un momento in cui il trattamento della documentazione fotografica di restauro è quanto mai soggetto alle alterazioni di software di fotoritocco, che rasentano la fotointerpretazione nella visibilità dell’oggetto artistico, al limite della fotografia artistica e della divulgazione pseudoscientifica.
Che cosa si mangiava, coltivava e allevava nel Mediterraneo occidentale, nel sud est della penisola iberica, tra 4.220 e 3.550 anni fa? E perché la cultura di quelle popolazioni protostoriche, l’argarica, tra le più progredite nell’Europa del tempo che conosceva una vivace attività metallurgica, agricoltura evoluta, grandi insediamenti, una società complessa e fortemente gerarchizzata scomparve quasi all'improvviso?
Qual è la risposta strutturale degli antichi monumenti megalitici? Come valutarla?
Una metodologia conoscitiva integrata per l'indagine numerica della risposta strutturale dei monumenti megalitici viene proposta in un articolo sul Journal of Cultural Heritage (vol. 41 January–February 2020) da un gruppo di ricerca internazionale di studiosi delle Università di KwaZulu-Natal, (Durban, South Africa), Tecnica ed Ellenica Mediterranea di Creta, e di Malta (Siphesihle Mpho Motsa, Georgios A. Drosopoulos, Maria E. Stavroulaki, Emmanuel Maravelakis, Ruben Paul Borg, Pauline Galea, Sebastiano d’Amico,Georgios E. Stavroulakis).
Nuovi importanti dati sulla storia evolutiva della popolazione sarda durante gli ultimi 6.000 anni, dal Neolitico Medio fino al Medioevo, sono emersi attraverso lo studio del DNA estratto dai resti ossei di 70 individui rinvenuti in 21 siti archeologici dell’isola e la loro messa a confronto confronto con i dati genetici della popolazione attuale.
Il Kimberley una delle nove regioni dell’Australia occidentale, remota ed estesa più della Germania, un clima monsonico tropicale. Una sterminata area rupestre, pressoché disabitata, costellata da decine di migliaia di dipinti sulle pareti rocciose e i ripari. Fu una delle prime zone dell'Australia in cui approdarono e si insediarono gli esseri umani, provenienti dall'odierna Indonesia circa 40.000 anni fa. Il primo europeo a esplorare la regione fu Alexander Forrest nel 1879, dopo di lui i cercatori d’oro e gli allevatori. Un terzo degli abitanti odierni sono tuttora di origine aborigena.
La torre cilindrica erroneamente detta Mastio di Matilde (di Canossa), costruita dalla Repubblica di Pisa intorno al 1241, famosa per la sua scala elicoidale, è tra le strutture architettoniche più antiche di Livorno ma certamente nulla ha a che fare con le attività edilizie della comitissa morta più di un secolo prima nell’estate del 1115.
Prosegue con grande partecipazione di pubblico la mostra, inaugurata a gennaio e che rimarrà aperta sino ad ottobre, alla Arthur M. Sackler Gallery di Washington, D.C. su Mosul, Aleppo e Palmyra.
Un viaggio virtuale tra tre grandi città del vicino oriente trovatesi nell’ultimo decennio tragicamente al centro di grandi sconvolgimenti politici e militari. Siti archeologici e storici di enorme importanza i cui splendori hanno per secoli affascinato viaggiatori e studiosi e che sono stati inesorabilmente devastati dalla guerra. Tre siti storici emblematici di diversi tipi di minacce al patrimonio culturale. Dai danni “collaterali" alle devastazioni pervicacemente perseguite e propagandate sui media dalle formazioni jihadiste e da parte di Daesh (Isis)che hanno cancellato dati storici e culturali secolari.
Cresce a ritmo sostenuto nei paesi del sud-est asiatico la digitalizzazione del patrimonio culturale e storico da parte di musei, gallerie, biblioteche e istituzioni culturali.
A guidare il processo è l’ Asean, l’organizzazione intergovernativa che riunisce attualmente dieci paesi dell’area, Myanmar, Thailandia, Malesia, Cambogia, Laos, Vietnam, Singapore, Brunei, Filippine ed Indonesia. Il progetto denominato ACHDA (ASEAN Cultural Heritage Digital Archive), ha messo a disposizione dal 27 febbraio sul web (https://heritage.asean.org/) un primo set di centinaia di oggetti di grande valore storico e culturale provenienti da tutta la regione del sud-est asiatico.
In occasione del Technology for ALL tenutosi a Roma dal 4 al 6 dello scorso dicembre, MicroGeo ha sperimentato diversi strumenti tra cui l’innovativo ZEB Horizon dell’azienda GeoSLAM.
Il progetto editoriale di Jerusalem - The Holy Sepulcre - Research and Investigations (2007-2011) edito nel 2019 a cura di Grazia Tucci è davvero esaustivo. Se steste per andare a Gerusalemme ad immergervi in uno dei monumenti più visitati del mondo, nel quartiere cristiano della città vecchia, luogo esemplare della storia del pellegrinaggio ed archetipo del turismo moderno, non lo portereste con voi solo perché la sua veste editoriale non è la brossura del tascabile, ma ha l’ingombro, la copertina rigida e l’alta definizione del compendio.
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