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Dyaqua energy, se il fotovoltaico è invisibile

fotovoltaico invisibile_03Dyaqua Energy Srl è una giovane startup che negli ultimi anni ha sviluppato degli innovativi moduli fotovoltaici invisibili, che permettono il massimo livello di integrazione architettonica, ideale per l'installazione nei centri storici e in aree di particolare pregio architettonico e paesaggistico.

Uguali in tutto e per tutto ai normali elementi edilizi, sono invece i primi moduli fotovoltaici che finalmente raggiungono la perfetta integrazione architettonica. Inventati ed ottimizzati da Dyaqua Art Studio con risultati confermati dai test ENEA, i moduli fotovoltaici invisibili sono frutto di un innovativo processo di lavorazione che consente di integrare e nascondere le celle di silicio cristallino nell'elemento architettonico. Ottenuto con un composto polimerico atossico e completamente riciclabile, il modulo assume l'aspetto di un qualsiasi oggetto edilizio che si voglia riprodurre come per esempio coppi, tegole e pietre di ogni forma e dimensione, diventando indistinguibile dall'elemento architettonico originale. 

A Valencia applicati nuovi sensori per il monitoraggio degli affreschi

ivcr affreschiUn sistema di tecnologia, unico in Europa, è stato applicato per preservare l'affresco rinascimentale degli angeli della Cattedrale di Valencia. Manuel Thomas, CEO della Generalitat CulturArts, ha spiegato che l'Unità per la Conservazione, il Restauro e la Ricerca del'IVC + R ha installato "una tecnologia all'avanguardia, unica in Europa, nella Cattedrale di Valencia per preservare l'affresco rinascimentale degli angeli", che si trova nella cappella maggiore del Duomo.

Thomas ha dichiarato che la Cattedrale di Valencia è l'unica chiesa europea che utilizza questo programma all'avanguardia e che CulturArts Generalitat, "sta lavorando instancabilmente per utilizzare questa tecnologia come un alleato nella conservazione dei beni culturali nella Regione" .

Premiati i vincitori del Concorso Domus Restauro e Conservazione

ferrara chiesaIl 20 marzo 2013, nella prestigiosa cornice di Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, si è svolta la cerimonia di assegnazione della terza edizione del Premio Internazionale di Restauro Architettonico “Domus Restauro e Conservazione”, nell’ambito di Restauro - Salone dell’arte del Restauro e della conservazione dei Beni Culturali e Ambientali.

Nato dalla volontà di far conoscere l’opera di progettisti ed imprese specializzate, che abbiano saputo interpretare in modo consapevole i principi conservatori nei quali la comunità scientifica si riconosce, anche in questa terza edizione, i risultati hanno superato le aspettative. Si sono registrati quasi duecento concorrenti, con una presenza significativa di progettisti stranieri nella sezione Opere realizzate. 

Il restauro virtuale in archeologia

restauro virtuale archeologia"Il restauro virtuale in archeologia" di Massimo Limoncelli è un manuale, una sorta di guida che passo dopo passo vuole condurre il lettore ad una corretta comprensione e applicazione del restauro virtuale.

Tale volume è rivolto agli studenti di Scienze dei Beni Culturali, Scienze Archeologiche e Restauro, già pratichi di software di fotoritocco, di rilievo digitale e di modellazione 2D e 3D, che vogliono capire quali sono le reali possibilità che il restauro virtuale può offrire allo studio, alla conoscenza e alla divulgazione dei beni culturali.

Il libro è diviso essenzialmente in tre parti: nella prima sezione introduttiva l’autore si cimenta nella spiegazione del concetto di realtà virtuale, mentre nella seconda e nella terza illustra nello specifico il restauro virtuale 2D e 3D ed i suoi campi di applicazione nell’ambito dei beni culturali, archeologici ed architettonici. 

Micro4you offre soluzioni innovative per il biorestauro

micro4you restauro_300Micro4yoU, spin-off dell'Università degli studi di Milano, ha lo scopo di sviluppare produrre e commercializzare prodotti a base di microrganismi per il settore ambientale ed agroalimentare.

Tra i progetti in sviluppo c’è Micro4Art: Microrganismi per il Restauro di superfici lapidee d’interesse artistico. L’impiego di cellule microbiche quali agenti di biopulitura, rappresenta una tecnica originale, innovativa ed eco-sostenibile, sviluppata e brevettata da un team di ricercatori italiani e da essi sperimentata con successo su importanti monumenti ed opere d’arte. Micro4yoU, acquisendo in licenza esclusiva tale brevetto, sta lavorando alla realizzazione di una linea di prodotti biologici, efficaci, rispettosi dell’opera, dell’operatore e dell’ambiente. Con questo progetto Micro4yoU ha partecipato al “Premio G. Marzotto” vincendo il primo premio. 

Gli scavi di Glastonbury Abbey rivelano l'origine del vetro in Gran Bretagna

Una nuova ricerca condotta dall'Università di Reading ha rivelato che si trova a Glastonbury Abbey la prima prova archeologica della lavorazione del vetro in Gran Bretagna.

Forni di vetro antichi erano stati ritrovati nel 1955  e si pensava risalissero a prima della conquista normanna. Tuttavia analisi al radiocarbonio hanno rivelato la data del 680, la quale può essere associata ad una profonda ristrutturazione dell'Abbazia intrapresa da re Ine del Wessex. 

La produzione di vetro a York e Wearmouth è registrata nei documenti storici del 670, ma quella di Glastonbury è la prima e più consistente prova archeologica in Gran Bretagna.

Pastiglie alle erbe sul relitto del Pozzino

Grazie alle tecniche di biologia molecorare gli studiosi Robert Fleischer e Alain Touwaide dello Smithsonian Conservation Biology Institute di Washington (Usa), in collaborazione con il Laboratorio di Analisi della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana hanno analizzato alcuni oggetti rinvenuti nella nave romana al largo delle coste toscane, vicino Piombino (Livorno).

A bordo della nave, un relitto di 15 metri di lunghezza e 3 di larghezza, scoperto nel 1974, sono state ritrovate anfore, brocche, coppe di vetro, ceramiche, lucerne, tutte provenienti da Paesi del Mediterraneo orientale e dell'Asia Minore. Inoltre sono stati rinvenuti anche 136 cilindretti in legno, esposti al Museo Archeologico del Territorio di Populonia a Piombino, che contenevano pastiglie a base di erbe.

(Fonte: Redazionale)



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