Pompei continua a sorprendere il mondo. A oltre duemila anni dall’eruzione del Vesuvio che la seppellì nel 79 d.C., la celebre città romana torna a parlare attraverso nuove e inattese iscrizioni emerse grazie alla tecnologia moderna.
Note d’amore, insulti, confessioni quotidiane e persino una scena di combattimento tra gladiatori sono riaffiorati su un muro che si credeva già completamente studiato.
La scoperta è avvenuta in un lungo corridoio che collegava i teatri di Pompei alla vivace Via Stabiana, un’area portata alla luce per la prima volta più di 230 anni fa. Nonostante decenni di studi accurati, gli archeologi non si aspettavano ulteriori rivelazioni da una superficie ritenuta ormai esaustivamente documentata.
La svolta è arrivata grazie all’uso del Reflectance Transformation Imaging (RTI), una tecnica avanzata di fotografia computazionale che consente di catturare una superficie da molteplici angolazioni di luce. Questo metodo ha permesso di individuare sottili graffi sull’intonaco, diventati invisibili a occhio nudo dopo secoli di erosione.

Grazie a questa tecnologia, i ricercatori hanno identificato circa 300 iscrizioni, di cui 79 completamente inedite. Il progetto, ribattezzato poeticamente “corridoio sussurra”, è stato sviluppato da Louis Autin ed Eloïse Letellier-Taillefer dell’Università della Sorbona di Parigi e da Marie-Adeline Le Guennec dell’Università del Québec, in collaborazione con le autorità del sito archeologico di Pompei.
“Questa tecnologia è la chiave che apre nuove stanze del mondo antico”, ha dichiarato Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico. Pompei, con oltre 10.000 iscrizioni già conosciute, rappresenta un patrimonio epigrafico unico, capace di raccontare la vita quotidiana degli antichi romani con una voce diretta e sorprendentemente umana.
Tra i graffiti già noti figurano messaggi intensi e personali, come un rapido addio a un amante: “Ho fretta. Addio, mio Sava, assicurati di amarmi!” oppure la dichiarazione di Methe, una schiava di Atella, che invoca Venere affinché protegga l’amore per il suo Cresto. Le nuove scoperte includono invece un tenue disegno di due gladiatori in combattimento e l’inizio di una frase carica di sentimento: “Erato ama…”, lasciata incompiuta ma ancora potentissima.
Il team di ricerca sta ora lavorando allo sviluppo di una piattaforma 3D che unirà fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici, consentendo una visualizzazione completa e interattiva dei graffiti. Un progetto che promette di rivoluzionare lo studio delle iscrizioni antiche e di restituire, ancora una volta, voce agli abitanti di Pompei.
Fonte: Reuters

