Veio: scoperta la mappatura completa dei cunicoli etruschi con tecnologia spaziale

Il Parco Archeologico di Veio e il Santuario di Portonaccio

Un articolato sistema di cunicoli sotterranei, scavato sotto l’antica città etrusca di Veio, è stato recentemente oggetto della prima mappatura completa grazie all’impiego di tecnologie avanzate di esplorazione e rilievo. Le indagini hanno permesso di documentare un complesso assetto idraulico e infrastrutturale, aprendo nuove prospettive di studio sull’organizzazione urbana e sul paesaggio sacro della Veio etrusca.

Veio, città etrusca, indicata come: pulcherrima urbs -città splendida- dallo storico latino Tito Livio a 15 Km da Roma, prosperò culturalmente e politicamente nel VI e V sec.a.C. Inizialmente i rapporti con Roma furono pacifici, ma successivamente divennero rivali per interessi territoriali, dopo una lunga guerra fu conquistata e distrutta da Furio Camillo nel 396 a.C. e il suo territorio fu incorporato in quello di Roma.

Dopo una lenta decadenza, sotto Cesare diventò una colonia, trasformata poi da Agusto in municipio che l’adornò di edifici imponenti. La zona torna a prosperare in epoca medievale con la fondazione del borgo di Isola Farnese. Veio è conosciuta, non solo per le numerose necropoli, intorno alla città - con tombe a tumulo e a camera -; il Santuario di Portinaccio che con gli scavi iniziati nel 1914 fino al 1921 e poi nel 1939, portarono alla luce i resti di un tempio e altre tracce di impianti sacri, parte di un santuario, distrutto in età romana, ma anche per la presenza di un sistema articolato di cunicoli sotterranei realizzati in epoca etrusca che comprende: strutture idrauliche, canali, cisterne e pozzi.


Di recente, una nuova stagione di ricerche, interessa il parco archeologico di Veio, a sostenere le ricerche, il Ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, attraverso la Direzione Generale Musei e affiancato da un team di ricercatori. La direzione scientifica degli scavi è affidata a Laura Maria Michetti - Sapienza Università di Roma- e a Luana Toniolo – direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia -; contestualmente la campagna di prospezioni geofisiche è coordinata dal dipartimento di Ingegneria dell’informazione Elettronica e Telecomunicazioni della Sapienza. La nuova fase operativa si è soffermata non solo sul Santuario di Portinaccio, complesso sacro, probabilmente esistito fin da epoca arcaica. Luana Toniolo, dichiara: “Ormai da un anno il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia gestisce l’area sacra di Portonaccio a Veio”. Abbiamo da subito avviato progetti di valorizzazione e fruizione del Parco, ma soprattutto, in collaborazione con l’Università La Sapienza e grazie al contributo della Direzione Generale Musei, abbiamo ripreso le indagini nell’area: scavi archeologici, ma anche ricerche che impiegano strumenti e metodologie completamente innovative come nell’importantissima e del tutto inedita mappatura dei cunicoli della città”.


Le ricerche hanno compreso anche la mappatura completa delle strutture idrauliche che attraversano il sottosuolo dell’area sacra e collegano il pianoro dei Campetti con la terrazza del Santuario di Portinaccio e la Valle di Cannetaccio. I nuovi sistemi utilizzati hanno permesso di rilevare, non solo l’estensione dei cunicoli, ma l’intero sistema, tra le tecnologie impiegate: il rover Magellano, progettato per l’esplorazione autonoma di ambienti sotterranei. Lo strumento riprende un sistema di sospensioni, ispirato all’architettura “rocker -bogie”, realizzata dalla NASA per i rover delle missioni marziane Curiosity, Opportunity, Spirit. Attraverso un ponte radio, Magellano trasmette in tempo reale, dati e immagini, consentendo un monitoraggio costante delle aree esplorate dall’esterno dei cunicoli.


Il direttore dei musei, Massimo Osanna, afferma: <<Tornare a indagare il santuario del Portonaccio con scavi rigorosi e tecnologie d’avanguardia significa ampliare in modo decisivo la conoscenza di uno dei luoghi più significativi dell’Etruria. La mappatura dei cunicoli, resa possibile da metodologie non invasive e strumenti di ultima generazione, è una novità assoluta per questo sito e dimostra il valore della collaborazione tra musei, università e centri di ricerca>>.
Quando la ricerca, incontra la tecnologia, la memoria torna in vita, più forte.

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