Una nuova e importante scoperta archeologica arricchisce il patrimonio storico di Gela.
Nel sito di Orto Fontanelle, durante le attività di archeologia preventiva condotte dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta nell’ambito dei lavori finanziati dal PNRR per la realizzazione del nuovo Palazzo della Cultura, è stato rinvenuto un tesoretto monetale composto da 71 monete risalenti prevalentemente al V secolo a.C.
Il ritrovamento è avvenuto il 19 maggio 2026, all’interno di un ambiente annesso a un sacello, dove gli archeologi hanno individuato un piccolo vasetto contenente un deposito votivo formato da emissioni provenienti da tre importanti zecche della Sicilia greca: Agrigento, Gela e Siracusa.
Del totale, 67 monete sono in argento e quattro in bronzo. I reperti si presentano in uno stato di conservazione eccezionale, con la maggior parte degli esemplari perfettamente leggibili, circostanza che ne accresce notevolmente il valore scientifico.
L’eccezionalità della scoperta risiede non solo nella quantità delle monete recuperate, ma anche nel fatto che esse siano state rinvenute in un contesto chiuso e rimasto inalterato nel corso dei secoli. Questa condizione offre agli studiosi un’opportunità rara per approfondire la conoscenza della circolazione monetaria, delle pratiche religiose e della storia economica della Gela greca.
«Si tratta di una grande scoperta», ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, «per l'importanza quantitativa e qualitativa del tesoro rinvenuto e che si aggiunge ai numerosi reperti già recuperati e in fase di studio. Queste monete costituiscono una fonte inestimabile di informazioni perché conservate in un contesto chiuso e inalterato. Dallo studio delle monete, già disposto dalla Soprintendenza, potranno essere tratte ulteriori preziose informazioni sulla storia di Gela in età greca».
Anche la soprintendente ai Beni culturali della provincia di Caltanissetta, Daniela Vullo, ha sottolineato l’importanza del rinvenimento: «Ancora una volta, grazie alla costante attività di archeologia preventiva operata dalla Soprintendenza, il sottosuolo di Gela restituisce tesori inestimabili. Questo ritrovamento e l’ottimo stato di conservazione delle monete apre agli studiosi nuovi scenari storici da approfondire e divulgare».
La scoperta è avvenuta durante gli scavi diretti dall’archeologo Gianluca Calà, con la direzione scientifica della Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta e la costante assistenza sul campo dell’ispettore onorario ai beni archeologici Antonio Catalano. Le analisi numismatiche già avviate permetteranno di ricostruire con maggiore precisione il contesto storico del deposito e di approfondire il ruolo di Gela nel panorama della Sicilia greca del V secolo a.C.
Il rinvenimento conferma ancora una volta la straordinaria ricchezza archeologica del territorio gelese e l’importanza delle attività di tutela preventiva, che continuano a restituire testimonianze fondamentali per la conoscenza del passato dell’isola.
Fonte: Regione Siciliana
