La Conferenza GARR, in programma dal 19 al 21 maggio 2026 presso l’Università di Pisa, è da anni l’appuntamento principale per chi vuole condividere esperienze e buone pratiche sull’uso delle tecnologie digitali. È promossa dal Consortium GARR, la rete che connette università, enti di ricerca, scuole, ospedali e istituzioni culturali in Italia.
Il titolo di quest’anno è “La forma del cambiamento. Tra etica digitale e radici condivise” e rappresenta l’obiettivo principale, ossia riflettere su come le nuove tecnologie e le infrastrutture stiano cambiando il nostro modo di fare ricerca, studiare e conservare la cultura.
La partecipazione è aperta a tutta la comunità accademica e della ricerca, ma non solo. Il GARR, attraverso una Call for Proposal aperta fino al 23 marzo, ha invitato a presentare proposte anche a chi lavora nel mondo dei beni culturali, musei, archivi e biblioteche; siti archeologici e istituzioni culturali; digital humanities e patrimonio digitale. In particolar modo, gli ambiti di maggiore interesse sono i seguenti: sovranità digitale e geopolitica delle infrastrutture; etica dell’AI, sistemi autonomi e regolazione; resilienza digitale, sostenibilità e fragilità dei sistemi; infrastrutture digitali, cloud e federazione dei servizi; infrastrutture di autenticazione e autorizzazione; quantum computing e quantum Internet; patrimonio culturale digitale; open source e software heritage; governance dei dati della ricerca.
L’evento è il luogo di incontro perfetto tra chi usa la rete ogni giorno per il proprio lavoro e chi invece si occupa di svilupparla e migliorarla.
A guidare l’evento ci saranno i vertici del Consortium GARR, con il presidente Maurizio Tira, la direttrice Claudia Battista e il CTO Massimo Carboni.
L'edizione 2026, che si presenta come un dialogo tra il futuro dell'innovazione e le radici della nostra comunità scientifica, cercando di capire l'impatto dei cambiamenti digitali sulla nostra società, vedrà la partecipazione di figure di spicco che aiuteranno a interpretare il futuro digitale. Sarà centrale la riflessione sui limiti e le regole dell'intelligenza artificiale: saranno presenti esperti come Adriano Fabris e Paolo Passaglia (Università di Pisa); un contributo molto atteso sarà quello di Walter Quattrociocchi (Sapienza Università di Roma), noto per i suoi studi sulla diffusione delle informazioni e sulle dinamiche dei dati nelle reti sociali, un tema caldissimo per la resilienza digitale dei sistemi; un'ampia parte della conferenza sarà dedicata al patrimonio culturale, e vedremo protagonisti come Roberto Di Cosmo, fondatore di Software Heritage, per parlare della conservazione del software come bene comune, e rappresentanti del Ministero della Cultura come Antonella Negri e Marco Cavietti, impegnati nella digitalizzazione del nostro passato; la dimensione internazionale sarà garantita da personalità come Klaas Wierenga di GÉANT, che porterà la visione europea delle reti della ricerca, e Gianluca Mazzini (Università di Ferrara), esperto di infrastrutture digitali avanzate.
