Università del Salento e CNR-ISPC scoprono antico insediamento sulla Regina Viarum

Università del Salento e CNR-ISPC scoprono antico insediamento sulla Regina Viarum

Si sta svolgendo in queste ore, presso l’Università del Salento, a Lecce, il convegno conclusivo del progetto PRIN archMapp - Archaeological Mapping for Preventive Archaeology and Planning Policies, dedicato allo sviluppo della cartografia archeologica come strumento per l’archeologia preventiva, la pianificazione territoriale e la tutela dei paesaggi urbani e rurali.

L’incontro riunisce ricercatori dell’Università del Salento e del CNR-ISPC per approfondire metodologie di recente applicazione come il remote e proximal sensing di fondamentale importanza per individuare strutture nascosto nel sottosuolo e ottenere informazioni su città antiche e continuità moderna. Oltre agli importanti approfondimenti sull’integrazione tra ricerca archeologica, conservazione e sviluppo sostenibile al convegno saranno presentate le ultime scoperte archeologiche avvenute a Febbraio 2026.

Il progetto ha tenuto sotto osservazione quattro aree nel panorama italiano meridionale dall’Irpinia a Brindisi sino a Lecce, anche sulla direttrice ferroviaria Napoli-Bari.

Nuove scoperte nel Cuore dell’Irpinia

Le ultime ricerche condotte nel cuore dell’Irpinia hanno consentito di individuare con droni e sensori termici strutture ed edifici ancora invisibili. Dalle principali evidenze archeologiche, individuate tramite telerilevamento da remoto e di prossimità, risulta evidente un nucleo urbano strutturato, composto da un foro, un teatro, un decumano basolato, tre assi viari, i resti di un doppio impianto fognario e numerosi isolati e strutture abitative che sembrano confermare l’importanza strategica di questo centro urbano.

L’antica Fioccaglia è un importante sito archeologico situato a Flumeri (Avellino), lungo la via Appia Antica, identificato come un’antica città romana del I-II secolo a.C. forse l’antica cittadina Forum Aemilii.

Tecnologie e Approccio sostenibile dell’Archeologia Preventiva

L'impiego delle tecnologie come prospezioni geofisiche e telerilevamento è stato pianificato con estrema consapevolezza: i precedenti scavi, infatti, avevano già ampiamente documentato l'elevato potenziale archeologico e la presenza di evidenze significative in quei territori. L’impiego di droni dotati di sensori termici e multispettrali ha rivelato l’esatta posizione ed estensione del foro e delle strutture circostanti. Queste indagini non invasive sono particolarmente importanti quando si vuole avere una “fotografia”, una “lettura” del sottosuolo senza intaccare la superficie. Infatti, questa metodologia non invasiva consente di rilevare puntualmente le anomalie magnetiche e le variazioni della vegetazione, permettendo di ricostruire con estrema precisione l'assetto urbanistico originario, preservatosi nel sottosuolo nel corso dei secoli.

Il professor Ceraudo, direttore scientifico del progetto sottolinea l'importanza dell'approccio multidisciplinare: «La combinazione di prospezioni geofisiche con le indagini telerilevate tramite droni, dotati di sensori termici e multispettrali, ci ha fornito una quantità di dati senza precedenti. Questa integrazione di tecnologie non invasive ci ha permesso di ottenere una sorta di radiografia del centro abitato antico ancora presente sotto la superficie del terreno, identificando le strutture sepolte grazie alla variazioni nella crescita della vegetazione e alla composizione magnetica del sottosuolo, altrimenti non percepibili con metodi tradizionali. Avere le prove dell'articolazione del Foro e l'individuazione di un Teatro ci permette di riscrivere una pagina importante sulla romanizzazione dell’Irpinia e sull’evoluzione di un centro di fondazione romano in un momento cruciale per la storia di Roma, tra l’età dei Gracchi e Silla, e risulterà di fondamentale importanza per la pianificazione delle future attività sul sito».

L’eccezionale rilevanza di tali ritrovamenti conferma l'imprescindibilità dell'archeologia preventiva nel quadro delle grandi opere infrastrutturali, come lo sviluppo dell'Alta Velocità (in prossimità di questa scoperta è in via di sviluppo la Linea AV/AC Napoli-Bari, raddoppio Apice/Orsara). Tali procedure assicurano che la realizzazione di nuove reti ferroviarie o metropolitane avvenga secondo criteri di sostenibilità e tutela del patrimonio storico. Le fasi operative prevedono analisi territoriali integrate, indagini satellitari e sondaggi diretti, volte non solo alla salvaguardia ma anche alla valorizzazione dei reperti. In questo contesto, la sinergia tra enti pubblici, privati e MIC è di fondamentale importanza per coordinare le attività di documentazione e valorizzazione archeologica.

Crediti Immagine: Masseria Vicentino: foto area dell’area dell’insediamento (evidenziata in rosso) scattata nel 1943 – CNR - ISPC

Fonti:

https://www.unisalento.it/comunicati/-/asset_publisher/C6YX5RjDCSpB/content/via-appia-la-scoperta-di-un-foro-e-un-teatro-nella-citta-scomparsa

https://www.ispc.cnr.it/it_it/2024/01/18/archmapp/

https://www.ispc.cnr.it/wp-content/uploads/2026/02/Locandina_Conveno_PRIN_Archmapp_web.pdf