Nato dalla collaborazione tra Fondazione FS Italiane e Museo Nazionale Romano, realizzato da effenove srls, impresa culturale e creativa di Potenza che lavora nel campo della computer grafica 3D e nell’interattività e degli allestimenti museali digitali, Termini Escape è un percorso immersivo in Mixed Reality per raccontare l’evoluzione dell’area della stazione Termini dal 1870 al secondo Dopoguerra, fino ai giorni nostri.
Con il progetto di riqualificazione e restauro della Cabina ACE (Apparato Centrale Elettrico) promosso da Fondazione FS che sarà attivo dal 3 luglio al 4 ottobre 2026. L’esperienza prende forma a Roma, presso Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano, e trasforma una delle sale del museo in una sala d’archivio temporale. Un ambiente reale in cui pareti e oggetti realmente presenti diventano, tramite visori VR, superfici narrative attivate da contenuti digitali. Il visitatore non assiste semplicemente a un racconto, ma entra in un sistema di indizi, frammenti storici e prove collaborative, muovendosi tra memoria archeologica, patrimonio ferroviario e trasformazioni urbane.
Al centro dell’esperienza c’è l’area di Termini, uno dei luoghi più complessi e significativi della città: non soltanto una grande infrastruttura della mobilità, ma un palinsesto urbano in cui si sovrappongono epoche, funzioni e architetture. La storia della stazione si intreccia con quella di piazza dei Cinquecento, con le Terme di Diocleziano, con le trasformazioni ottocentesche e novecentesche dello scalo ferroviario e con le scoperte archeologiche emerse durante i lavori per la metropolitana. Termini Escape nasce da questa complessità e la traduce in un’esperienza accessibile, cooperativa e narrativa.

Il grande plastico 3D di Termini Escape ricostruisce l’area della stazione Roma Termini e la sua stratificazione storica, mettendo in relazione i principali luoghi del racconto: la Stazione Roma Termini, la Cabina ACE, Palazzo Massimo alle Terme, le Terme di Diocleziano e l’area degli scavi archeologici del 1947-1949.

Dettaglio del plastico 3D di Termini Escape, con la stazione Roma Termini osservata dal livello dei binari. La ricostruzione mette in scena il cuore ferroviario dell’area e lo collega alla stratificazione urbana circostante.
La struttura del progetto è quella di un’Escape Room phygital: un percorso in cui più visitatori collaborano per ricomporre una frattura temporale. Lo spazio reale non viene sostituito dal digitale, ma amplificato. Gli oggetti diventano dispositivi di interazione, mentre su di essi prendono forma documenti di archivio, plastici virtuali, modelli 3D, meccanismi, tracce sonore e frammenti di memoria che guidano i partecipanti attraverso diverse epoche della storia di Termini.

Una delle ambientazioni immersive di Termini Escape: la sala si trasforma in un archivio temporale, dove mappe, indizi e frammenti di memoria guidano i visitatori nella risoluzione degli enigmi.
Entrando nella sala d’archivio temporale, i giocatori risvegliano un meccanismo che non doveva essere riattivato. Il grande orologio perde il suo ritmo, le epoche si sovrappongono e la porta del presente si chiude. Tra documenti ferroviari, stanze sepolte, ingranaggi e acque antiche, ogni indizio diventa un frammento da rimettere al proprio posto. Solo ricomponendo il grande orologio il tempo potrà riallinearsi e, dal cuore del meccanismo, apparirà l’unica chiave capace di riaprire la porta e riportare i visitatori nel presente.
Effenove ha lavorato insieme ai gruppi di progettazione di Fondazione FS Italiane e Museo Nazionale Romano alla costruzione narrativa e interattiva di Termini Escape, curando il game design, la direzione creativa, la produzione dei contenuti digitali e l’integrazione tra spazio fisico e contenuti virtuali.
Il progetto ha previsto, inoltre, un attento lavoro sull’identità visiva e sulla riconoscibilità dell’esperienza, sviluppato da Lillalab Creative attraverso la brand identity di Termini Escape, pensata per accompagnare il racconto dentro e fuori lo spazio di gioco. La dimensione fisica dell’allestimento è stata completata grazie alla produzione dei pannelli informativi e degli arredi componibili realizzati da Punto Service, elementi che contribuiscono a rendere lo spazio immediatamente leggibile.
La sfida progettuale è stata costruire un equilibrio tra accuratezza storica, ritmo di gioco e chiarezza divulgativa, evitando che la tecnologia diventasse un elemento fine a sé stesso. In Termini Escape, infatti, la Mixed Reality è al servizio del racconto: rende visibili le stratificazioni, favorisce la cooperazione tra i visitatori e attiva nuove relazioni tra spazio, memoria e conoscenza. Il risultato è un progetto che unisce documenti di archivio, archeologia, storia ferroviaria, ricostruzione 3D, sound design e gaming culturale. Un’esperienza pensata per coinvolgere pubblici diversi e per mostrare come le tecnologie immersive possano contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale rendendo più leggibili e accessibili i luoghi. Termini Escape propone dunque un modo nuovo di attraversare Roma Termini: non come semplice punto di partenza o di arrivo, ma come luogo da indagare, ascoltare e ricomporre. Un archivio in movimento, in cui il passato torna a parlare attraverso gli strumenti del presente.
Termini Escape è un’esperienza phygital in Mixed Reality, Palazzo Massimo, Fondazione FS Italiane e Museo Nazionale Romano danno vita a un’esperienza immersiva che unisce patrimonio ferroviario, archeologia, ricostruzioni 3D e gaming culturale.
