Il progetto AFAF (All Fire, all Flames: from Philology to Artificial Intelligence and Back) è dedicato al recupero e allo studio del manoscritto MS L.II.14 conservato presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, uno dei documenti più colpiti dal devastante incendio del 1904.
L’iniziativa nasce come sviluppo del progetto RESCAPÉ, finanziato da Biblissima+ (CNRS, Francia), che ha introdotto l’uso dell’intelligenza artificiale per il riconoscimento automatico della scrittura manoscritta in documenti storici danneggiati.
AFAF punta alla realizzazione di un’edizione interpretativa completa del manoscritto, accompagnata da un catalogo descrittivo delle sue 86 miniature, offrendo così un quadro filologico e iconografico aggiornato e accessibile.
Un elemento centrale del progetto è l’impiego di tecniche avanzate di imaging a raggi X, sviluppate presso il laboratorio XRAYlab del CNR ISPC. Queste tecnologie, mobili e non invasive, permettono di migliorare la leggibilità delle parti più compromesse, rivelando informazioni altrimenti irrecuperabili.
AFAF promuove un dialogo stretto tra filologia tradizionale e filologia computazionale, integrando strumenti digitali che accelerano l’analisi del testo e ne ampliano le possibilità interpretative. L’obiettivo è colmare la mancanza di edizioni digitali accessibili e favorire una più ampia fruizione pubblica di un manoscritto di grande valore storico e culturale.
Il progetto è finanziato nell’ambito del PNRR (Missione 4 – Componente 2), attraverso il programma PRIN 2022, con il sostegno dell’Unione Europea NextGenerationEU e del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Coordinato dall’Università degli Studi di Sassari, AFAF coinvolge diverse istituzioni accademiche italiane, tra cui le Università di Napoli Federico II, Catania e Basilicata.
Attivo nel periodo 2023–2026, il progetto rappresenta un contributo significativo all’innovazione nelle digital humanities, combinando metodologie scientifiche e tecnologie emergenti per la conservazione, l’analisi e la valorizzazione del patrimonio manoscritto medievale.
Fonte: CNR-ISPC
