L’ufficio regionale di UNESCO a Bangkok ha annunciato la nomina della storica dell’arte Priya Jaradi come Principal Curator della mostra virtuale Shared Heritage: Museums in South-East Asia, un progetto internazionale che riunirà dieci musei di cinque paesi del Sud-Est asiatico in vista del lancio previsto per agosto 2026.
Docente premiata e ricercatrice presso la National University of Singapore, Jaradi è nota per i suoi studi sulla pedagogia basata sulle collezioni e sulle storie dell’arte connesse a livello globale. La sua nomina porta al progetto una combinazione di rigore accademico ed esperienza curatoriale interculturale, elementi fondamentali per coordinare istituzioni museali provenienti da Brunei Darussalam, Indonesia, Malaysia, Singapore e Thailand.
Il progetto Shared Heritage, sostenuto dalla Temasek Foundation con sede a Singapore, rappresenta la prima mostra virtuale collaborativa di questa portata nella regione. Le istituzioni partecipanti stanno sviluppando congiuntamente esposizioni digitali e materiali educativi che mettono in luce le profonde connessioni culturali tra le società del Sud-Est asiatico, evidenziando come rotte commerciali storiche, migrazioni, sistemi di credenze condivisi ed ecosistemi naturali abbiano contribuito per secoli a intrecciare le storie delle diverse comunità regionali. Nonostante queste relazioni siano state determinanti nella formazione delle culture locali, raramente sono state presentate insieme all’interno di un’unica piattaforma museale digitale.
Nel commentare la sua nomina, Jaradi ha sottolineato il valore della collaborazione internazionale che caratterizza il progetto: tra workshop in presenza a Bangkok e dialoghi digitali continui, il lavoro curatoriale si è sviluppato attraverso uno scambio costante tra curatori ed educatori museali provenienti da diversi contesti nazionali. La studiosa ha espresso entusiasmo per l’opportunità di sviluppare nuove forme di object-based pedagogy, ovvero metodologie educative fondate sull’analisi diretta degli oggetti museali, sottolineando allo stesso tempo l’importanza di lavorare con un team multiculturale per trasmettere il messaggio dell’UNESCO di pace, empatia e responsabilità condivisa nella tutela del patrimonio culturale.
Oltre alla realizzazione della mostra, l’iniziativa mira a creare un modello replicabile di programmazione museale collaborativa e a formare una nuova generazione di curatori capaci di raccontare storie che superino i confini delle collezioni nazionali. In questo senso, la piattaforma digitale non è concepita come un sostituto dell’esperienza museale fisica, ma piuttosto come “una finestra e un invito”, nelle parole di Jaradi: uno strumento per stimolare la curiosità del pubblico e incoraggiare una partecipazione più profonda ai musei e alle collezioni della regione.
Il lavoro della curatrice sul progetto procede parallelamente alla progettazione del suo nuovo corso universitario, 700 Years of Visual Arts: Singapore in the World, presso la National University of Singapore, che utilizza strumenti digitali per collegare oggetti e narrazioni provenienti da contesti geografici diversi e costruire una storia dell’arte regionale inserita in una prospettiva globale. La mostra Shared Heritage: Museums in South-East Asia sarà lanciata ufficialmente nell’agosto 2026, mentre l’ufficio regionale dell’UNESCO a Bangkok continuerà a condividere aggiornamenti sul processo curatoriale nel corso dell’anno, offrendo uno sguardo privilegiato su una collaborazione museale che ambisce a ridefinire le modalità di narrazione del patrimonio culturale del Sud-Est asiatico nel contesto digitale contemporaneo.
