I Maya, popolazione dell’America Centrale, un tempo considerata una società prevalentemente pacifica di agricoltori, secondo gli studi condotti negli ultimi decenni e le numerose iscrizioni superstiti — che narrano vicende dinastiche e belliche — erano organizzati in una rete di città-stato con un forte potere centralizzato, guidate da sovrani ereditari.
La storia della civiltà Maya è stata ripartita dagli studiosi in tre periodi: il preclassico o formativo -dal 2000 a.C al 2°secolo d.C-; il classico – il classico -tra il 200 e il 900 d.C; infine il postclassico, durato fino alla conquista spagnola -16°secolo-. Dominante nella loro arte figurativa e nei testi geroglifici è la vita politica e religiosa. Nel 2022, una tomba Maya antica risalente a 1.700 anni fa è stata scoperta da Francisco Estrada-Belli archeologo della Tulane Univerisity, nel sito di Chochkitam in Guatemala, vicino agli attuali confini con Messico e Belize.
Durante la campagna di scavo del 2022 (Progetto Archeologico Holmul), il team ha scoperto inizialmente i tunnel scavati dai saccheggiatori usando la tecnologia LiDAR, successivamente la tomba a soli circa 2 metri (6 piedi) da dove i saccheggiatori si erano fermati. All’interno della tomba sono emerse: offerte funerarie, tra cui una maschera mosaico in Giada, più di 16 conchiglie di Spondylus, una rara ostrica spinosa - che nell’antichità veniva usata dai reali come gioiello e come moneta, oltre che in offerte religiose e sacrificali- e scritti incisi su ossa umane.
<<Una scoperta come questa è un po’ come vincere alla lotteria in termini di informazioni>> dice Francisco Estrada-Belli, l’archeologo principale che ha scoperto la tomba nel 2022 e che da allora lavora per preservare, scansionare, fotografare e interpretare i reperti: <<Apre una finestra su un periodo oscuro di cui abbiamo pochissimi testi>>.
La scoperta avviene 100 anni dopo che Fran Blom, un primo direttore del famoso Middle American Research Institute (MARI) della Tulane, esplorò per la prima volta il sito. Le rovine di Chochkitam furono investigate per la prima volta nel 1924, ma non erano mai stati fatti scavi formali — solo saccheggi.
Marcello A. Canuto, archeologo di Tulane, specializzato in archeologia Maya e direttore del MARI, dichiara: <<Scoperte come la maschera Maya a mosaico ed altre, comprese quelle fatte da altri docenti di Tulane e studenti che hanno condotto ricerche sul campo, rappresentano l’impegno di Tulane nello studio degli antichi popoli indigeni americani e dei loro manufatti>>.
La scoperta della tomba, insieme ai reperti che l’accompagnano è sicuramente significativa per approfondire ed arricchire gli studi in questo sito e per favorire nuove conoscenze sulla civiltà Maya, le ricerche sono tuttora in corso.
