La prima grotta turistica italiana, la Grotta di Bossea, situata nel comune di Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo, sta diventando un esempio emblematico del progresso compiuto grazie all’integrazione di tecnologie digitali avanzate nel mondo della speleologia e della geomatica.
Il Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino ha condotto una sperimentazione d'avanguardia per rivoluzionare il rilievo tridimensionale degli ambienti sotterranei attraverso l’uso combinato di sistemi SLAM (Simultaneous Localization and Mapping) e UAV (Unmanned Aerial Vehicles).
Fino a oggi, il rilievo di precisione nelle cavità naturali è stato affidato principalmente al Laser Scanner Terrestre (TLS). Sebbene questa tecnologia garantisca un’accuratezza millimetrica, presenta criticità operative non trascurabili in ambito speleologico: la necessità di trasportare attrezzature pesanti e ingombranti, tempi di acquisizione molto lunghi e la difficoltà di posizionamento dei treppiedi su terreni accidentati o in presenza di fango e acqua.
Per questo motivo, il team di ricerca del DIATI ha testato sistemi di rilievo dinamico basati sulla tecnologia SLAM. Questi strumenti, che possono essere trasportati a mano o montati su zaini, permettono di mappare l'ambiente semplicemente camminando. Il software integrato elabora i dati dei sensori in tempo reale, ricostruendo la traiettoria dell'operatore e la geometria della grotta contemporaneamente, riducendo drasticamente i tempi di lavoro sul campo.
Durante le sessioni di lavoro a Bossea, i ricercatori hanno effettuato scansioni sistematiche delle gallerie e delle grandi sale che caratterizzano la grotta. I dati raccolti con i sistemi SLAM sono stati successivamente confrontati con quelli ottenuti tramite i laser scanner statici di alta precisione.
L’analisi dei risultati ha confermato che, pur essendoci una leggera differenza di accuratezza rispetto ai sistemi statici, la tecnologia mobile offre una densità di punti e una velocità di copertura che la rendono ideale per documentare in tempi brevi settori ampi e complessi. Questo approccio permette di ottenere modelli 3D completi.
Oltre al lavoro nel sottosuolo, la ricerca ha previsto l'utilizzo di droni (UAV) per il rilievo della superficie esterna. Attraverso l'acquisizione di immagini aeree ad alta risoluzione e l'elaborazione fotogrammetrica, è stato generato un modello digitale del terreno (DTM) del versante montuoso sovrastante la grotta.
La Grotta di Bossea si conferma un sito di riferimento per la ricerca speleologica in Italia. Disporre di modelli 3D accurati è fondamentale per monitorare l'evoluzione dei fenomeni carsici, la stabilità delle pareti e il comportamento del torrente interno.
Questi nuovi rilievi digitali costituiscono una base di dati essenziale per le future attività di ricerca idrologica e geologica, oltre a rappresentare uno strumento efficace per la gestione della sicurezza all'interno del percorso visitabile.
